Richiesta Cittadinanza italiana online

Cittadinanza italiana online a Milano, Semplice, Veloce.

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1.Verifica i tuoi Requisiti
Controlliamo se hai i requisiti per la richiesta di cittadinanza italiana online e individuiamo il percorso più adatto alla tua situazione

2.Prepara i Documenti Online
Ti assistiamo nella raccolta e nella verifica di tutta la documentazione necessaria per presentare la domanda di cittadinanza italiana senza errori..

3.Invia la Richiesta Online
Gestiamo la tua pratica di cittadinanza italiana online, dall’invio sul portale ministeriale fino al monitoraggio dello stato della domanda.

“Evita blocchi e ritardi della Questura: controlliamo e inviamo la tua pratica in 24 ore”.

Compila il modulo online e verifica gratuitamente i tuoi requisiti con una valutazione iniziale rapida, semplice e senza alcun impegno.

Invia la documentazione richiesta online in modo sicuro per consentire una verifica rapida, precisa e senza inutili ritardi.

Ricevi il supporto di un consulente esperto che ti accompagna durante ogni fase della pratica con assistenza personalizzata continua.

La tua pratica viene gestita con procedure ottimizzate per ridurre i tempi di attesa e accelerare l’intero processo.

I tuoi dati personali sono protetti secondo il GDPR con sistemi sicuri che garantiscono riservatezza durante l’intera procedura

Segui gli step Inserisci le informazioni richieste e i documenti. Un consulente analizzerà gratuitamente il tuo caso e ti ricontatterà entro 24 ore.

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Chi presenta domanda di cittadinanza italiana risiedendo a Milano e provincia fa riferimento alla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Milano, con sede in Corso Monforte 31, 20122 Milano, che gestisce l’istruttoria delle pratiche per matrimonio e naturalizzazione tramite la propria Area 4 – Tutela dei Diritti Civili, Cittadinanza e Immigrazione.

Come funziona per chi vive a Milano:
La domanda va comunque presentata online, esclusivamente tramite il portale del Ministero dell’Interno, ed è necessario possedere l’identità digitale SPID. Dopo l’invio telematico, è la Prefettura di Milano a occuparsi della verifica documentale e a convocare eventualmente il richiedente.

Documenti che chiediamo di preparare per i nostri clienti milanesi:

  • Certificato di nascita e certificato penale del paese d’origine, debitamente legalizzati e con traduzione italiana anch’essa legalizzata — il certificato penale scade a 6 mesi dalla data di rilascio
  • Certificazione di lingua italiana B1, rilasciata da un ente autorizzato come l’Università per Stranieri di Perugia, di Siena, l’Università Roma Tre, l’Università per Stranieri di Reggio Calabria o la Società Dante Alighieri
  • Per chi è arrivato in Italia da minorenne: chi è entrato prima dei 14 anni e ha mantenuto la residenza legale ininterrotta può sostituire alcuni documenti con un’autocertificazione

Un aspetto pratico che i clienti a Milano spesso ci chiedono: il contributo di €250 va versato tramite PagoPA; in caso di versamento errato, il rimborso va richiesto con raccomandata A/R direttamente all’Ufficio Cittadinanza della Prefettura di Milano.

Il nostro studio segue pratiche di cittadinanza per residenti a Milano e nei comuni della città metropolitana (Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Rho, Legnano…), offrendo assistenza nella raccolta e legalizzazione dei documenti, nella compilazione della domanda SPID e nel monitoraggio dello stato pratica presso la Prefettura.

La fiducia dei nostri clienti è il nostro miglior risultato. Leggi le recensioni di chi ha già ottenuto o avviato la propria richiesta di cittadinanza italiana grazie al nostro servizio online. Con oltre 10.000 pratiche gestite, offriamo assistenza professionale, trasparenza e supporto in ogni fase del percorso.

Leggi le Principali FAQ-Domande sulla Richiesta di Cittadinanza italiana

I documenti richiesti variano in base al percorso (residenza, matrimonio, discendenza), ma in generale servono:

Tutto va caricato in PDF sul Portale ALI del Ministero dell’Interno, accessibile con SPID o CIE

Non esiste una vera “scorciatoia legale”, ma i tempi variano molto in base al percorso:

  • Discendenza (ius sanguinis): dal 2025 il riconoscimento automatico vale solo fino alla seconda generazione nata all’estero; per le generazioni successive servono requisiti aggiuntivi
  • Matrimonio: 2 anni di residenza in Italia con il coniuge italiano (3 anni se si risiede all’estero), dimezzati in presenza di figli — generalmente il percorso più rapido per chi non ha antenati italiani
  • Residenza/naturalizzazione: servono 10 anni di residenza legale e continuativa in Italia (4 per i cittadini UE)

Il modo più concreto per velocizzare l’iter è evitare errori nella documentazione, poiché la maggior parte dei ritardi deriva da traduzioni non conformi o legalizzazioni errate, che costringono a integrare la pratica. Avere lo SPID pronto, i documenti già tradotti/legalizzati e una PEC attiva aiuta a ridurre i tempi di comunicazione con la Prefettura.

I costi si dividono in due parti:

Costo del servizio CAF/Patronato: varia da centro a centro (non è fissato per legge come per altre pratiche), copre l’assistenza nella compilazione della domanda online e nel caricamento dei documenti. Ti consiglio di chiedere un preventivo diretto al CAF della tua zona, perché le tariffe cambiano molto in base alla complessità del caso (residenza vs matrimonio vs discendenza).

Contributi statali obbligatori (uguali indipendentemente da dove presenti la domanda):

€250 tramite PagoPA per naturalizzazione/matrimonio, più marca da bollo da €16

€600 per le domande di riconoscimento per discendenza (ius sanguinis) presentate in Italia dal 2025, oppure €600 se presentate all’estero dal 1° gennaio 2025

I costi variano molto in base al tipo di pratica e alla sua complessità:

Chi ha un reddito basso può richiedere il patrocinio a spese dello Stato (gratuito patrocinio) se sotto una certa soglia ISEE

Pratiche standard (residenza, matrimonio): generalmente da €250 a €900

Casi complessi, ricorsi al TAR o discendenza (ius sanguinis): si può arrivare a €1.000-2.000 o più

Una prima consulenza spesso parte da €50-200

Nota: a questi onorari si aggiungono sempre i contributi statali obbligatori (€250 o €600 a seconda del percorso, vedi sotto)

Dipende dal percorso e dal luogo di residenza:

  • Se risiedi in Italia: la domanda per residenza o matrimonio si presenta online sul Portale ALI del Ministero dell’Interno (accesso con SPID o CIE); la procedura coinvolge poi la Prefettura competente per territorio
  • Se risiedi all’estero e vuoi la cittadinanza per discendenza (ius sanguinis) da maggiorenne: da inizio 2026 le domande non si presentano più direttamente al Consolato, ma un nuovo ufficio centralizzato istituito presso il Ministero degli Affari Esteri (MAECI) tramite invio postale della documentazione originale
  • Per il riconoscimento alla nascita/dichiarazioni di minori: ci si rivolge al Consolato italiano competente per territorio
  • Puoi anche farti assistere da un CAF o Patronato per la compilazione della domanda

Ci sono stati diversi cambiamenti importanti tra il 2025 e il 2026:

Finestra transitoria: chi era minorenne al 24/05/2025 con un genitore/nonno cittadino italiano per nascita può ancora fare dichiarazione entro il 31 maggio 2026

Legge 74/2025 (Decreto Tajani): ha introdotto un limite generazionale — può essere riconosciuto cittadino per discendenza solo chi ha almeno un genitore o un nonno in possesso della cittadinanza italiana; chi ha antenati più lontani è escluso dal riconoscimento automatico

A marzo 2026 la Corte Costituzionale ha confermato la piena legittimità di queste nuove restrizioni, respingendo i ricorsi presentati

Legge di Bilancio 2026: per i figli nati all’estero da genitori italiani, il termine per presentare la dichiarazione di cittadinanza è passato da 1 a 3 anni dalla nascita, ed è stato eliminato il contributo di €250 (dal 1° gennaio 2026)

Legge 11/2026: centralizza le domande dei maggiorenni residenti all’estero presso un ufficio del Ministero degli Esteri, non più ai Consolati

Per l’appuntamento in Comune (tipicamente per matrimonio, o per il giuramento finale) servono in genere:

  • Documento d’identità valido e permesso di soggiorno (se extra-UE)
  • Certificato di nascita tradotto e legalizzato/apostillato
  • Certificato penale del paese d’origine (validità 6 mesi)
  • Codice fiscale
  • Certificazione di lingua italiana B1
  • Per il matrimonio: certificato di matrimonio (o trascrizione se celebrato all’estero)
  • Per la naturalizzazione: dichiarazioni dei redditi degli ultimi 3 anni
  • Ricevuta del pagamento del contributo (€250 + marca da bollo €16)

Ti consiglio di verificare sempre con il tuo Comune specifico, perché alcuni uffici anagrafe richiedono moduli o autocertificazioni aggiuntive.

Al di fuori dell’acquisto per nascita, la cittadinanza italiana si ottiene su domanda in tre forme principali:

  • Per matrimonio con cittadino italiano: residenza legale in Italia da almeno 2 anni (3 se residenti all’estero), tempi dimezzati in presenza di figli
  • Per residenza/naturalizzazione: 10 anni di residenza legale continuativa per stranieri extra-UE, 4 anni per cittadini UE, 5 anni per apolidi o rifugiati, più requisiti di reddito, assenza di precedenti penali e livello B1 di italiano
  • Per discendenza (ius sanguinis), ora più limitata dalla Legge 74/2025

In tutti i casi la domanda va presentata online tramite il Portale ALI con SPID/CIE, allegando i documenti necessari (nascita, penale, reddito, lingua)

Dipende dalla tua situazione di partenza, ma in generale:

  • Per matrimonio è considerata la via più rapida e “semplice” per chi non ha antenati italiani: bastano 2 anni di residenza legale in Italia con il coniuge italiano (3 se si risiede all’estero), dimezzati in presenza di figli. Non richiede requisiti di reddito come la residenza.
  • Per discendenza (ius sanguinis) resta la più “automatica” se hai i requisiti, ma dal 2025 è limitata a chi ha almeno un genitore o un nonno in possesso della cittadinanza italiana — se il tuo antenato è più lontano, questa via non è più praticabile senza percorsi giudiziari complessi
  • Per residenza è generalmente la più lunga: 10 anni per stranieri extra-UE, 4 anni per cittadini UE, 5 per apolidi/rifugiati, con requisiti di reddito e lingua

In sintesi: se sei sposato con un cittadino italiano, quella è di solito la strada più semplice; se hai un genitore o nonno italiano, la discendenza; altrimenti la residenza richiede più tempo.

Non possono ottenere la cittadinanza (o vedono la domanda respinta):

Chi presenta documentazione falsa o incompleta in modo graveo i documenti necessari (nascita, penale, reddito, lingua)

Chi ha precedenti penali ostativi (condanne per reati gravi, in Italia o all’estero)

Chi non soddisfa il requisito di reddito minimo (per la via della residenza, circa €8.263,31/anno)

Chi non ha completato il periodo di residenza legale continuativa richiesto (con interruzioni troppo lunghe)

Chi non supera il test di lingua italiana B1 (salvo esenzioni previste)

Chi rappresenta un pericolo per la sicurezza dello Stato (dopo i controlli di Polizia e Servizi)

Per la discendenza, dal 2025 chi ha solo antenati oltre il genitore/nonno (bisnonni o più lontani) non rientra più nel riconoscimento automatico

Le 7 fasi del percorso di richiesta della cittadinanza italiana sono:

  1. Presentazione della domanda – invio della documentazione online tramite il Portale, con assegnazione del codice K10 (o K10/C per il matrimonio)
  2. Verifica preliminare dei requisiti – la Prefettura/Questura controlla che i documenti siano completi e corretti
  3. Fase istruttoria – raccolta e verifica approfondita degli elementi
  4. Valutazione – il Ministero dell’Interno e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza effettuano controlli, anche su eventuali fascicoli riservati
  5. Invio agli organi competenti – il provvedimento viene trasmesso per la firma; se residente all’estero, il decreto va all’Autorità Consolare
  6. Concessione formale – l’istruttoria si conclude favorevolmente e il decreto di concessione viene firmato dal Presidente della Repubblica
  7. Notifica e giuramento – entro sei mesi dalla notifica, il nuovo cittadino deve prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica presso il proprio Comune; dopo il giuramento la cittadinanza viene registrata ufficialmente

L’intero procedimento ha un termine di legge di 24 mesi, prorogabile fino a 36 per le domande più recenti. Puoi seguire l’avanzamento con SPID sul Portale ALI usando il tuo codice K10.

La cittadinanza può essere rigettata in qualsiasi fase se, dagli accertamenti svolti, non risultano rispettati i requisiti richiesti. Ci sono però due momenti distinti:

  • Rifiuto iniziale (nei primi giorni dopo l’invio): si verifica quando la Prefettura rileva errori nell’invio della domanda, ad esempio documenti mancanti — in questo caso si può reinviare la domanda senza pagare di nuovo i contributi
  • Rigetto vero e proprio (di solito tra la fase 3 e la fase 5, durante l’istruttoria): avviene dopo l’avvio del procedimento, quando emergono problemi su:
  • precedenti penali che fanno dubitare dell’integrazione nella comunità
  • reddito insufficiente rispetto alla soglia richiesta
  • discontinuità della residenza (mancata iscrizione anagrafica continuativa)
  • motivi di sicurezza dello Stato

Prima del rigetto definitivo, ricevi sempre un preavviso di diniego (il cosiddetto “10 bis”): hai 10 giorni di tempo per presentare una memoria difensiva scritta prima che il provvedimento diventi definitivo. Se il rigetto viene confermato, puoi fare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale entro 60 giorni, oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. Dopo un rigetto, puoi ripresentare la domanda solo dopo 1 anno (5 anni se il rigetto è per motivi di sicurezza)

I tempi legali variano in base a quando è stata presentata la domanda:

Nella pratica, però, molti richiedenti segnalano ritardi oltre questi termini — in tal caso è possibile inviare un sollecito o una diffida alla Prefettura.

Diversi paesi prevedono 5 anni di residenza come soglia standard di naturalizzazione. In Europa: Finlandia, Francia, Irlanda e Portogallo, oltre a Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Grecia, Lettonia, Perù e Svezia. Anche la Germania è passata a 5 anni con la riforma del 2024 (erano 8 anni prima) e i Paesi Bassi richiedono 5 anni. L’Italia, per confronto, richiede 10 anni per gli extra-UE (con eccezioni a 5 anni per apolidi e rifugiati).

I principali svantaggi riguardano:

Paesi che non la ammettono: alcuni Stati come Ucraina, India e Cina non ammettono la doppia cittadinanza, quindi acquisirne una seconda può far perdere automaticamente la prima

Doppia imposizione fiscale potenziale: il potenziale per la doppia imposizione è uno degli inconvenienti principali, anche se molti paesi hanno trattati bilaterali per evitarla (è il caso critico degli USA, che tassano i cittadini ovunque risiedano)

Obblighi militari: in alcuni paesi il possesso della cittadinanza comporta obblighi di leva

Vincoli legali doppi: si è vincolati dalle leggi di entrambi i Paesi e si è soggetti alle imposte di entrambi per i redditi guadagnati

Processo lungo e costoso: il lungo e costoso processo di ottenimento della cittadinanza doppia è di per sé uno svantaggio

Limitazioni per incarichi sensibili: avere la doppia cittadinanza può impedire di ottenere il nulla osta di sicurezza necessario per lavorare in campi governativi o con accesso a informazioni classificate

La procedura si svolge in questi passaggi:

  1. Requisito di residenza: devi essere sposato con un cittadino italiano e aver maturato 2 anni di residenza legale in Italia dopo il matrimonio (3 anni se risiedi all’estero), tempi dimezzati in presenza di figli nati o adottati dalla coppia
  2. Certificazione linguistica: superare un test di lingua italiana di livello B1
  3. Documenti da preparare: certificato di matrimonio (con trascrizione in Italia se celebrato all’estero), certificato di nascita tradotto e legalizzato, certificato penale del paese d’origine (validità 6 mesi), codice fiscale, permesso di soggiorno se extra-UE
  4. Pagamento: contributo di €250 tramite PagoPA + marca da bollo da €16
  5. Presentazione della domanda: tutto online tramite il Portale ALI del Ministero dell’Interno, con SPID o CIE
  6. Istruttoria: la Prefettura (se risiedi in Italia) o il Consolato (se risiedi all’estero) verifica i requisiti e può convocarti per un colloquio
  7. Decreto e giuramento: dopo la firma del decreto di concessione, hai 6 mesi per prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica presso il tuo Comune

I tempi si dividono in due parti:

  • Attesa dei requisiti di residenza: 2 anni (Italia) o 3 anni (estero), dimezzati con figli — quindi anche solo 1 anno se avete figli e vivete in Italia
  • Tempo di lavorazione della pratica dopo la presentazione: il procedimento deve concludersi entro 24 mesi, prorogabili fino a 36 mesi

In totale, dal matrimonio alla cittadinanza effettiva, il percorso richiede generalmente da 3 a 5 anni, a seconda della situazione familiare e dei tempi della Prefettura/Consolato competente. Nella pratica, molte richieste vengono evase più rapidamente se la documentazione è corretta e completa fin dal primo invio.

La procedura per la richiesta di cittadinanza italiana per matrimonio si svolge in questi passaggi:

  1. Requisito di residenza: devi essere sposato con un cittadino italiano e aver maturato 2 anni di residenza legale in Italia dopo il matrimonio (3 anni se risiedi all’estero), tempi dimezzati in presenza di figli nati o adottati dalla coppia
  2. Certificazione linguistica: superare un test di lingua italiana di livello B1
  3. Documenti da preparare: certificato di matrimonio (con trascrizione in Italia se celebrato all’estero), certificato di nascita tradotto e legalizzato, certificato penale del paese d’origine (validità 6 mesi), codice fiscale, permesso di soggiorno se extra-UE
  4. Pagamento: contributo di €250 tramite PagoPA + marca da bollo da €16
  5. Presentazione della domanda: tutto online tramite il Portale ALI del Ministero dell’Interno, con SPID o CIE
  6. Istruttoria: la Prefettura (se risiedi in Italia) o il Consolato (se risiedi all’estero) verifica i requisiti e può convocarti per un colloquio
  7. Decreto e giuramento: dopo la firma del decreto di concessione, hai 6 mesi per prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica presso il tuo Comune
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