Assistenza completa per ottenere il nulla osta necessario all’assunzione di lavoratori stranieri in Italia, secondo le procedure del Decreto Flussi
Nulla Osta lavoro Italia: guida completa per l’assunzione di lavoratori extra UE nel 2026
Il Nulla Osta al lavoro in Italia resta, anche nel 2026, uno dei passaggi amministrativi più delicati per le aziende italiane che vogliono assumere personale proveniente da Paesi extra UE e per i cittadini stranieri che desiderano lavorare regolarmente nel nostro Paese. Le regole sono cambiate più volte negli ultimi anni – dal nuovo Decreto Flussi 2026-2028 alle modifiche sui tempi del Click Day, fino alle novità sulla Carta Blu UE – e orientarsi tra normativa, moduli e scadenze richiede oggi ancora più attenzione rispetto al passato.
Lo Studio Dinamica Immigrazione di Milano offre assistenza diretta e personalizzata in tutte le fasi della procedura, supportando aziende e lavoratori con consulenze specialistiche e gestione completa delle pratiche. Contattaci per ricevere una consulenza dedicata e individuare la soluzione più adatta al tuo caso.

Le criticità della procedura per il Nulla Osta al lavoro in Italia nel 2026
In moltissimi casi questa autorizzazione resta indispensabile per consentire l’ingresso legale del lavoratore straniero e avviare correttamente il rapporto di lavoro nel rispetto della normativa italiana sull’immigrazione, delle quote annuali stabilite dal Governo e degli obblighi contributivi previsti da INPS e Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Molti cittadini stranieri e datori di lavoro italiani pensano ancora che sia sufficiente firmare un contratto di lavoro per iniziare immediatamente l’attività lavorativa in Italia. In realtà la normativa prevede specifiche autorizzazioni amministrative, verifiche documentali e controlli da parte degli enti competenti – Prefettura, Sportello Unico per l’Immigrazione, Questura, Centro per l’Impiego e Ispettorato Territoriale del Lavoro – che devono essere completati prima dell’ingresso del lavoratore nel Paese o prima della regolarizzazione della sua posizione lavorativa.
Errori nella compilazione della domanda, documenti incompleti o una gestione non corretta della pratica possono causare ritardi, richieste di integrazione e complicazioni amministrative. Con il sistema di precompilazione e i controlli rafforzati introdotti dagli ultimi decreti flussi, questi errori oggi rischiano di costare molto di più che in passato: nei Click Day più recenti le quote disponibili si sono esaurite nel giro di pochi minuti dall’apertura del portale, rendendo di fatto irrecuperabile qualunque errore formale commesso in fase di precompilazione.
In molti casi le difficoltà nascono anche dalla confusione tra Nulla Osta, visto d’ingresso, permesso di soggiorno, contratto di soggiorno e Carta Blu UE: strumenti collegati tra loro ma con funzioni e tempistiche diverse.
Per questo motivo, affidarsi a professionisti specializzati nelle pratiche di immigrazione consente di affrontare la procedura con maggiore sicurezza. Un’assistenza qualificata permette di verificare i requisiti richiesti, predisporre correttamente la documentazione, gestire l’asseverazione e seguire ogni fase della pratica per il Nulla Osta al lavoro in Italia, dal Click Day fino al rilascio del permesso di soggiorno.
Lo Studio Dinamica Immigrazione di Milano offre assistenza diretta e personalizzata in tutte le fasi della procedura, supportando aziende e lavoratori con consulenze specialistiche e gestione completa delle pratiche. Contattaci per ricevere una consulenza dedicata e individuare la soluzione più adatta al tuo caso.
Cos’è il Nulla Osta lavoro Italia
l Nulla Osta al lavoro è un’autorizzazione amministrativa che, nei casi previsti dalla normativa italiana sull’immigrazione, consente a un cittadino straniero extra UE di entrare in Italia per svolgere un’attività lavorativa regolare. Rappresenta uno dei principali passaggi richiesti per l’assunzione di lavoratori provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea.
Questo documento viene rilasciato nell’ambito delle procedure di ingresso per lavoro subordinato, lavoro stagionale, lavoro altamente qualificato e altre categorie previste dalla legge. Attraverso il Nulla Osta, le autorità italiane – in particolare lo Sportello Unico per l’Immigrazione e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro – verificano che il datore di lavoro possieda i requisiti economici e organizzativi necessari per assumere il lavoratore straniero e che il rapporto di lavoro rispetti le condizioni stabilite dal contratto collettivo applicabile e dalla normativa vigente.
Il rilascio del Nulla Osta non consente però l’ingresso immediato in Italia. Una volta ottenuta l’autorizzazione, il lavoratore deve richiedere il visto d’ingresso per motivi di lavoro presso il Consolato o l’Ambasciata italiana competente nel proprio Paese di residenza. Solo dopo il rilascio del visto sarà possibile entrare legalmente nel territorio italiano e, una volta arrivati, firmare il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico entro i termini previsti.

Chi può richiedere il Nulla Osta al lavoro
La richiesta di Nulla Osta al lavoro viene generalmente presentata dal datore di lavoro italiano, dall’azienda o dall’ente che intende assumere un cittadino straniero extra UE. È quindi il datore di lavoro ad avviare la procedura presso gli uffici competenti, indicando i dati del lavoratore, la mansione prevista, il tipo di rapporto di lavoro e le condizioni contrattuali offerte, oltre a produrre – nella maggior parte dei casi – l’asseverazione rilasciata da un consulente del lavoro, un commercialista, un avvocato o un’associazione datoriale accreditata.
Anche il lavoratore straniero, pur non presentando direttamente la domanda, deve possedere specifici requisiti amministrativi e documentali previsti dalla normativa italiana sull’immigrazione. I suoi dati personali, il passaporto, la posizione nel Paese di origine e la possibilità di ottenere il visto d’ingresso sono elementi essenziali per il corretto proseguimento della pratica.
Durante l’istruttoria, le autorità italiane verificano la regolarità del datore di lavoro, la coerenza del contratto proposto con il CCNL di categoria, la disponibilità economica dell’azienda e la conformità della documentazione presentata. Prima ancora di procedere, in molti casi il datore di lavoro deve effettuare la verifica di indisponibilità presso il Centro per l’Impiego competente, per accertare che non vi siano lavoratori già presenti sul territorio nazionale idonei a ricoprire la posizione: se il Centro per l’Impiego non risponde entro 8 giorni lavorativi, si applica il meccanismo del silenzio-assenso e la procedura può proseguire.
Le principali tipologie di Nulla Osta al lavoro in Italia
Il Nulla Osta al lavoro non identifica un’unica procedura, ma comprende diverse autorizzazioni previste dalla normativa italiana sull’immigrazione, ciascuna destinata a specifiche categorie di lavoratori stranieri extra UE. La tipologia da richiedere dipende dalla natura dell’attività lavorativa, dalla durata del rapporto e dai requisiti previsti dalla legge.
Tra le principali categorie troviamo:
- Nulla Osta per lavoro subordinato: consente l’assunzione di un lavoratore straniero da parte di un datore di lavoro italiano con un contratto di lavoro dipendente, nei limiti delle quote non stagionali del Decreto Flussi.
- Nulla Osta per lavoro stagionale: destinato ai lavoratori impiegati in attività stagionali, soprattutto nei settori agricolo e turistico-alberghiero, con tempi di rilascio più rapidi rispetto alle altre categorie.
- Nulla Osta per lavoro subordinato non stagionale: riguarda rapporti di lavoro continuativi e a lungo termine, generalmente disciplinati dalle quote previste dal Decreto Flussi e legati al Click Day di febbraio.
- Nulla Osta per lavoratori altamente qualificati: previsto per professionisti specializzati che possiedono requisiti professionali elevati e possono accedere a procedure specifiche come la Carta Blu UE, disponibile tutto l’anno e fuori quota.
- Nulla Osta per assistenza familiare (colf e badanti): riservato ai lavoratori domestici assunti tramite il modello A-bis, all’interno di una quota dedicata del Decreto Flussi.
- Nulla Osta per casi particolari previsti dalla normativa: comprende alcune categorie di lavoratori – dirigenti, infermieri, docenti universitari, traduttori e interpreti – per le quali sono previste procedure fuori quota o regimi agevolati.
Ogni tipologia presenta requisiti, documentazione e procedure differenti. Per questo motivo è fondamentale individuare correttamente la categoria applicabile prima di avviare la pratica, così da evitare errori e gestire l’ingresso del lavoratore in modo conforme alla normativa italiana.
Lo Studio Dinamica Immigrazione di Milano offre assistenza diretta e personalizzata in tutte le fasi della procedura, supportando aziende e lavoratori con consulenze specialistiche e gestione completa delle pratiche. Contattaci per ricevere una consulenza dedicata e individuare la soluzione più adatta al tuo caso.
Come si richiede il Nulla Osta al lavoro e quali documenti servono
La richiesta del Nulla Osta al lavoro è una procedura amministrativa che deve essere avviata dal datore di lavoro italiano, dall’azienda o dall’ente che intende assumere un cittadino straniero extra UE, attraverso il Portale Servizi ALI del Ministero dell’Interno. Prima di presentare la domanda, è necessario verificare la tipologia di attività lavorativa prevista, i requisiti richiesti dalla normativa vigente e l’eventuale applicazione delle quote di ingresso stabilite dal Decreto Flussi.
La prima fase consiste nella raccolta e nel controllo della documentazione necessaria. I documenti devono dimostrare l’identità del lavoratore straniero, la regolarità del datore di lavoro, la correttezza del rapporto lavorativo proposto e la conformità della pratica alla normativa italiana sull’immigrazione. In generale, per richiedere il Nulla Osta possono essere necessari i documenti riassunti nella tabella seguente.
| Documento | A cosa serve |
| Passaporto del lavoratore straniero | Identifica il cittadino extra UE e i suoi dati anagrafici |
| Proposta o contratto di lavoro | Attesta mansione, CCNL applicato, orario, retribuzione e durata del rapporto |
| Documenti del datore di lavoro/azienda | Dimostra la regolarità del soggetto che intende assumere |
| Documentazione fiscale e contributiva | Attesta la capacità economica e organizzativa dell’azienda |
| Asseverazione professionale | Certifica la conformità del contratto e la regolarità del datore di lavoro |
| Verifica di indisponibilità al CPI | Attesta l’assenza di candidati idonei già presenti sul territorio |
| Modulistica ufficiale (Portale ALI) | Da compilare secondo le modalità dello Sportello Unico per l’Immigrazione |
Una volta predisposta la documentazione, la domanda viene precompilata sul portale e trasmessa, nel giorno e nell’orario stabiliti dal Click Day, tramite lo Sportello Unico per l’Immigrazione. Gli uffici competenti – in collaborazione con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro per la parte contrattuale e con la Questura per gli aspetti di ordine pubblico – verificano la posizione del datore di lavoro, la coerenza del contratto proposto, la documentazione personale del lavoratore e la finalità dell’ingresso in Italia.
Dopo l’ottenimento dell’autorizzazione, il lavoratore straniero può richiedere il visto d’ingresso per motivi di lavoro presso il Consolato italiano competente nel proprio Paese di residenza. Una volta arrivato in Italia, dovrà completare gli ulteriori adempimenti previsti per ottenere il permesso di soggiorno e iniziare l’attività lavorativa in modo regolare.
Quanto costa ottenere il Nulla Osta lavoro Italia
l costo per ottenere il Nulla Osta lavoro in Italia può variare in base alla tipologia di procedura, alla situazione del lavoratore straniero, al tipo di contratto proposto e alla complessità della pratica. Non esiste quindi un importo unico valido per tutti i casi, perché ogni richiesta può comportare documenti, verifiche e adempimenti differenti.
In generale, occorre considerare diversi possibili costi:
- contributi amministrativi previsti per la gestione della pratica;
- marche da bollo o diritti richiesti per la presentazione della domanda;
- costi per la preparazione, l’asseverazione o la traduzione dei documenti, se necessari;
- spese relative al visto d’ingresso, da sostenere presso il Consolato italiano competente;
- costi per la richiesta del permesso di soggiorno, dopo l’arrivo del lavoratore in Italia;
- compensi per l’assistenza professionale, qualora ci si affidi a consulenti specializzati nella gestione della pratica.
Molti datori di lavoro scelgono di gestire autonomamente la procedura per contenere le spese iniziali. Tuttavia, errori nella compilazione della domanda, documenti incompleti o informazioni non coerenti possono generare richieste di integrazione, ritardi amministrativi e ulteriori costi indiretti – un rischio che, con l’attuale livello di competitività dei Click Day, può tradursi nella perdita totale della quota per quell’anno.
Affidarsi a professionisti esperti nelle pratiche di immigrazione consente di valutare correttamente i costi fin dall’inizio, predisporre la documentazione in modo conforme e ridurre il rischio di problematiche che potrebbero compromettere il rilascio del Nulla Osta o l’ingresso del lavoratore straniero in Italia.
Decreto Flussi 2026-2028: quote di ingresso, Click Day e novità per le imprese
Il Decreto Flussi è il provvedimento con cui il Governo italiano stabilisce periodicamente il numero massimo di cittadini stranieri extra UE che possono entrare in Italia per motivi di lavoro. La programmazione in vigore per il triennio 2026-2028 è stata definita con DPCM 2 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 ottobre 2025, e resa operativa dalle istruzioni della successiva circolare interministeriale.
Per il solo 2026 sono stati messi a disposizione 164.850 ingressi, con una programmazione complessiva di circa 497.000 posti sull’intero triennio. Le quote sono ripartite tra i diversi canali di ingresso, come riassunto nella tabella seguente.
| Categoria | Quota 2026 | Note |
| Lavoro subordinato non stagionale | 76.200 | Include quote riservate a Paesi con accordi di cooperazione migratoria |
| Lavoro stagionale (agricoltura e turismo) | 88.000 | In crescita a 89.000 nel 2027 e 90.000 nel 2028 |
| Lavoro autonomo | 650 | Riservato a imprenditori, liberi professionisti e figure di particolare rilievo |
| Assistenza familiare (colf e badanti) | 13.600 | Modello A-bis, riservato al lavoro domestico nel triennio 2026-2028 |
| Assistenza a disabili e grandi anziani | 10.000 | Extra quota, riservata ad Agenzie per il Lavoro e associazioni datoriali |
| Totale 2026 | 164.850 | Circa 497.000 ingressi complessivi nell’intero triennio 2026-2028 |
A queste quote si aggiungono le categorie fuori quota – Carta Blu UE, dirigenti, infermieri, docenti universitari, traduttori – che possono essere assunte in qualsiasi momento dell’anno senza attendere il Click Day.
Una parte consistente delle quote per lavoro subordinato e stagionale è riservata a cittadini di Paesi con cui l’Italia ha sottoscritto accordi di cooperazione in materia migratoria: tra questi figurano, a titolo di esempio, Albania, Marocco, Tunisia, Egitto, Senegal, Bangladesh, India, Pakistan, Sri Lanka e Ucraina.
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Il calendario dei Click Day 2026
Il rilascio del Nulla Osta al lavoro è strettamente collegato alla disponibilità di queste quote: anche in presenza di tutti i requisiti richiesti e di una documentazione corretta, la domanda potrebbe non essere accolta se le quote disponibili per quella categoria risultano già esaurite. Le domande, precompilate sul Portale Servizi ALI tra la fine di ottobre e l’inizio di dicembre dell’anno precedente, possono essere trasmesse esclusivamente nei giorni e negli orari stabiliti per ciascuna categoria.
| Data | Categoria | Modello |
| 12 gennaio 2026 | Lavoro stagionale – agricoltura | Modello stagionali |
| 9 febbraio 2026 | Lavoro stagionale – turismo | Modello stagionali |
| 16 febbraio 2026 | Lavoro subordinato non stagionale | Modello B2020 |
| 18 febbraio 2026 | Assistenza familiare (colf e badanti) | Modello A-bis |
Pur essendo tecnicamente possibile inviare le domande fino al 31 dicembre dell’anno di riferimento, nella pratica le quote disponibili si esauriscono già nei primi minuti dall’apertura del portale: questo rende del tutto marginali le possibilità di chi non ha completato la precompilazione in anticipo. Ogni datore di lavoro privato, inoltre, può presentare al massimo tre domande di Nulla Osta all’anno, salvo le eccezioni previste per le categorie fuori quota.
Asseverazione del Nulla Osta al lavoro: verifiche, requisiti e tempi di rilascio
Un elemento centrale dell’attuale procedura è l’asseverazione: un professionista abilitato (consulente del lavoro, commercialista o avvocato) o un’organizzazione datoriale accreditata deve attestare, sotto la propria responsabilità, la regolarità del datore di lavoro e la coerenza del contratto proposto rispetto al CCNL applicabile. In assenza dell’asseverazione, salvo i casi in cui la legge la esclude espressamente, la domanda rischia l’irricevibilità.
Una volta trasmessa la domanda, lo Sportello Unico per l’Immigrazione, con il supporto dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro per la verifica contrattuale, deve pronunciarsi entro 60 giorni per il lavoro subordinato non stagionale ed entro 20 giorni per il lavoro stagionale, secondo un meccanismo di silenzio-assenso rinforzato salvo motivi ostativi rilevati dalla Questura. Dopo l’ingresso in Italia, il lavoratore deve sottoscrivere il contratto di soggiorno entro 15 giorni.
Per le aziende e gli uffici HR che devono pianificare assunzioni di lavoratori extra UE, questo significa che la preparazione della pratica – raccolta documenti, verifica CPI, asseverazione, precompilazione – va avviata con largo anticipo rispetto all’apertura del Click Day, idealmente subito dopo la pubblicazione del nuovo decreto flussi e del relativo calendario.
Carta Blu UE: come assumere lavoratori altamente qualificati fuori quota
Tra i temi più richiesti dagli uffici HR che devono assumere personale extra UE con competenze elevate c’è senza dubbio la Carta Blu UE, disciplinata dall’articolo 27-quater del Testo Unico Immigrazione (D.Lgs. 286/98) in attuazione della normativa europea sui lavoratori altamente qualificati. Il suo punto di forza, rispetto al Nulla Osta ordinario, è che non rientra nel sistema delle quote del Decreto Flussi: la domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, senza dover attendere il Click Day.
Sono considerati altamente qualificati i cittadini extra UE in possesso di un titolo di istruzione superiore post-secondaria di durata almeno triennale (o di una qualifica professionale equivalente riconosciuta in Italia), oppure di un’esperienza professionale pertinente di almeno 5 anni (ridotta a 3 anni per le professioni informatiche), a condizione che la qualifica rientri tra i livelli più elevati della classificazione ISTAT delle professioni.
| Requisito | Dettaglio |
| Titolo di studio | Istruzione superiore post-secondaria di almeno 3 anni, o qualifica professionale equivalente riconosciuta |
| Esperienza alternativa | Almeno 5 anni di esperienza professionale pertinente (3 anni per il settore IT) |
| Offerta di lavoro | Contratto o offerta vincolante per attività altamente qualificata di almeno 6 mesi |
| Retribuzione minima | Conforme ai minimi del CCNL applicabile e alla retribuzione media di settore |
| Durata del permesso | 2 anni con contratto a tempo indeterminato; durata del contratto + 3 mesi se determinato (max 24 mesi) |
| Vincolo iniziale | Nei primi 2 anni, il cambio di datore o di settore è soggetto ad autorizzazione dell’ITL |
Per l’HR aziendale, la Carta Blu UE rappresenta spesso la via più rapida e prevedibile per assumere un professionista extra UE con un profilo specialistico: non è soggetta all’incertezza del Click Day, consente al lavoratore di richiedere il ricongiungimento familiare fin da subito e, dopo 18 mesi di soggiorno legale in Italia, apre alla possibilità di mobilità verso altri Paesi UE. Resta comunque necessaria, salvo eccezioni, la verifica preventiva di indisponibilità presso il Centro per l’Impiego e l’asseverazione del contratto proposto
Assumere un lavoratore extra UE già presente in Italia: la conversione del permesso di soggiorno da studio a lavoro
Uno degli argomenti più cercati dagli uffici HR e dai datori di lavoro riguarda la possibilità di assumere un cittadino extra UE che si trova già regolarmente in Italia, ad esempio con un permesso di soggiorno per studio, evitando così la competizione del Click Day e i tempi di attesa del Decreto Flussi tradizionale.
La normativa (in particolare l’articolo 6, comma 1, e l’articolo 14, comma 6, del Testo Unico Immigrazione) consente infatti la conversione del permesso di soggiorno per studio, tirocinio o formazione professionale in un permesso per lavoro subordinato o autonomo. Per chi ha completato un percorso universitario in Italia – laurea, master o dottorato – o per chi era già presente in Italia al compimento della maggiore età, questa conversione è generalmente possibile in qualsiasi momento dell’anno e, secondo le indicazioni ufficiali, senza dover rientrare nel sistema delle quote del Decreto Flussi. Per chi ha invece un permesso per corsi di formazione, tirocinio o apprendimento della lingua italiana, la conversione è possibile solo dopo il completamento del percorso.
I punti chiave da conoscere per l’ufficio HR che valuta questa strada sono:
- il permesso di soggiorno per studio consente già di lavorare fino a 20 ore settimanali (massimo 1.040 ore annue); per superare questo limite è necessario avviare la conversione;
- la domanda di conversione va presentata online, tramite lo Sportello Unico per l’Immigrazione, entro i 60 giorni precedenti la scadenza del permesso in corso, utilizzando il modello V2 (lavoro subordinato) o Z2 (lavoro autonomo);
- serve una proposta di contratto reale, con indicazione del CCNL applicato, del livello, delle mansioni, dell’orario settimanale (superiore alle 20 ore) e della sede di lavoro, oltre alla matricola INPS e al codice INAIL – PAT del datore;
- il rapporto di lavoro a tempo pieno può iniziare solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione alla conversione dallo Sportello Unico, non semplicemente dopo la presentazione della domanda;
- i tempi di risposta variano a seconda della Prefettura competente e possono richiedere da alcuni mesi fino, in alcuni casi, a oltre 100 giorni;
- per i neolaureati esiste inoltre un permesso di soggiorno per attesa occupazione della durata di 12 mesi, utilizzabile una sola volta, pensato proprio per cercare lavoro dopo la laurea senza dover convertire immediatamente il titolo di soggiorno.
Per le aziende italiane, questa strada consente di attingere a un bacino di talenti – laureati, ricercatori, professionisti in formazione – già presenti sul territorio, con procedure spesso più snelle rispetto al Click Day, pur richiedendo comunque un’attenta pianificazione dei tempi e una proposta contrattuale solida e coerente con la normativa.
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Adempimenti per le aziende: il ruolo di HR, INPS e Ispettorato Territoriale del Lavoro
Ottenuto il Nulla Osta e completato l’ingresso del lavoratore, la gestione della pratica non si esaurisce. Per l’ufficio HR, l’assunzione di un lavoratore extra UE comporta una serie di adempimenti che coinvolgono sia l’INPS sia l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, articolazione territoriale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che dal 2017 accentra le funzioni ispettive un tempo distribuite tra Ministero del Lavoro, INPS e INAIL.
Il ruolo dell’HR. L’ufficio del personale è generalmente responsabile di:
- verificare la validità e la scadenza del permesso di soggiorno del lavoratore prima e durante tutto il rapporto di lavoro;
- inviare la comunicazione obbligatoria di assunzione (modello UNILAV) entro il giorno precedente l’inizio del rapporto di lavoro;
- coordinarsi con il consulente del lavoro per l’asseverazione e per la corretta applicazione del CCNL;
- monitorare le scadenze relative al rinnovo del permesso di soggiorno e, se necessario, avviare per tempo le pratiche di conversione o rinnovo;
- conservare la documentazione relativa alla pratica di immigrazione per l’intera durata del rapporto di lavoro, in vista di eventuali controlli.
Gli obblighi verso l’INPS. In base al principio di territorialità, i contributi previdenziali per il lavoratore extra UE che presta attività in Italia sono generalmente dovuti in Italia, con obbligo di iscrizione e versamento a carico del datore di lavoro. Fanno eccezione i casi disciplinati da accordi bilaterali di sicurezza sociale sottoscritti dall’Italia con alcuni Paesi extra UE (tra cui, ad esempio, Stati Uniti, Canada-Québec, Australia, Brasile, Argentina, Tunisia, Turchia, Corea del Sud, San Marino, Santa Sede, Principato di Monaco, Capo Verde, Uruguay e i Paesi nati dalla dissoluzione dell’ex Jugoslavia), che possono consentire di mantenere la copertura previdenziale nel Paese di origine in caso di distacco, previa comunicazione all’INPS e ottenimento della relativa certificazione di copertura.
Il ruolo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro. L’ITL interviene già in fase di istruttoria del Nulla Osta, verificando la congruità del contratto proposto rispetto al CCNL di categoria e la capacità economica del datore di lavoro rispetto al numero di richieste presentate. Ma il suo ruolo non si esaurisce con il rilascio del Nulla Osta: attraverso ispezioni successive, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro verifica la genuinità del rapporto di lavoro, il corretto inquadramento contrattuale, il regolare versamento dei contributi e l’assenza di lavoro irregolare, anche attraverso l’audizione diretta dei lavoratori stranieri (con l’ausilio di un interprete, se necessario).
Le conseguenze di un’assunzione irregolare non sono solo amministrative: l‘articolo 22, comma 12, del Testo Unico Immigrazione qualifica come reato l’impiego di lavoratori extra UE privi di un valido permesso di soggiorno per motivi di lavoro, o con permesso scaduto, revocato o annullato, prevedendo la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato irregolarmente, oltre al recupero dei contributi non versati e alle relative sanzioni civili.
Per questo motivo, molte aziende scelgono di affidare l’intera gestione della pratica – dal Nulla Osta agli adempimenti INPS, fino ai rapporti con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro – a consulenti specializzati, riducendo così il rischio di errori che potrebbero avere conseguenze sia economiche sia penali.
Differenza tra Nulla Osta, visto d’ingresso e permesso di soggiorno
Nelle pratiche di immigrazione è frequente fare confusione tra Nulla Osta, visto d’ingresso e permesso di soggiorno. Questi documenti sono collegati tra loro, ma hanno funzioni diverse e vengono richiesti in momenti differenti della procedura.
Il Nulla Osta al lavoro è generalmente il primo passaggio. È l’autorizzazione rilasciata dalle autorità italiane che consente al datore di lavoro di assumere un cittadino straniero extra UE e permette al lavoratore di avviare la procedura di ingresso in Italia per motivi di lavoro.
Il visto d’ingresso viene richiesto dopo il rilascio del Nulla Osta, presso il Consolato o l’Ambasciata italiana competente nel Paese di residenza del lavoratore. Serve ad autorizzare l’ingresso legale del cittadino straniero nel territorio italiano.
Il permesso di soggiorno, invece, deve essere richiesto dopo l’arrivo in Italia, a seguito della sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione. È il documento che consente al lavoratore straniero di soggiornare e lavorare regolarmente nel Paese per il periodo previsto dalla normativa (nel caso della Carta Blu UE, ad esempio, per un massimo di 24 mesi rinnovabili).
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Se desideri assumere un lavoratore straniero oppure lavorare legalmente in Italia, affrontare correttamente la procedura per il Nulla Osta è fondamentale per evitare problematiche burocratiche e amministrative, soprattutto alla luce delle nuove regole del Decreto Flussi 2026-2028 e dei controlli rafforzati da parte dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro. Dinamica Immigrazione offre assistenza professionale personalizzata per aziende italiane e cittadini stranieri che devono gestire pratiche di immigrazione lavorativa – dal Click Day alla Carta Blu UE, fino agli adempimenti INPS e alle conversioni del permesso di soggiorno.
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Tabella riassuntiva del Nulla Osta lavoro in Italia
| Aspetto | Sintesi |
| Cos’è | Autorizzazione necessaria per l’ingresso in Italia di cittadini extra UE per motivi di lavoro |
| Chi lo richiede | Il datore di lavoro, l’azienda o l’ente che intende assumere il lavoratore straniero |
| A cosa serve | Permette di richiedere il visto d’ingresso e avviare il percorso lavorativo regolare in Italia |
| Tipologie principali | Lavoro subordinato, stagionale, altamente qualificato (Carta Blu UE), domestico |
| Quote 2026 | 164.850 ingressi nell’ambito del Decreto Flussi 2026-2028 (circa 497.000 nel triennio) |
| Fuori quota | Carta Blu UE, dirigenti, infermieri, docenti universitari, traduttori |
| Enti coinvolti | Sportello Unico per l’Immigrazione, Questura, Centro per l’Impiego, Ispettorato Territoriale del Lavoro, INPS |
| Dopo il rilascio | Il lavoratore richiede il visto e, dopo l’arrivo, il permesso di soggiorno |
FAQ – Domande frequenti nulla osta 2026
il Nulla Osta al lavoro è l’autorizzazione amministrativa che consente, nei casi previsti dalla legge, l’ingresso in Italia di cittadini stranieri extra UE per svolgere un’attività lavorativa regolare.
La domanda viene generalmente presentata dal datore di lavoro italiano, dall’azienda o dall’ente che intende assumere il lavoratore straniero, tramite il Portale Servizi ALI del Ministero dell’Interno.
No. Dopo il rilascio del Nulla Osta è necessario ottenere il visto d’ingresso e, una volta arrivati in Italia, firmare il contratto di soggiorno e richiedere il permesso di soggiorno
I documenti richiesti possono variare, ma generalmente comprendono passaporto del lavoratore, contratto o proposta di lavoro, documentazione aziendale, asseverazione professionale e modulistica prevista dalla normativa.
Le tempistiche dipendono dalla tipologia di pratica: in linea generale il termine è di 60 giorni per il lavoro non stagionale e 20 giorni per il lavoro stagionale, salvo motivi ostativi rilevati dalla Questura.
Nella maggior parte dei casi sì: l’ingresso di lavoratori extra UE per lavoro subordinato, stagionale e domestico è subordinato alla disponibilità delle quote previste dal Decreto Flussi. Fanno eccezione le categorie fuori quota, come la Carta Blu UE.
Il Nulla Osta autorizza l’assunzione, il visto consente l’ingresso in Italia e il permesso di soggiorno permette di soggiornare e lavorare regolarmente nel Paese.
Il lavoratore deve richiedere il visto presso il Consolato italiano competente e, dopo l’arrivo in Italia, firmare il contratto di soggiorno e completare le procedure per ottenere il permesso di soggiorno.
I costi possono variare in base alla procedura e comprendono generalmente spese amministrative, eventuali costi documentali, asseverazione, visto d’ingresso e permesso di soggiorno.
Sì. Un supporto specializzato consente di verificare correttamente i requisiti, predisporre la documentazione necessaria e ridurre il rischio di errori o ritardi nella pratica.
Il Decreto Flussi 2026-2028 mette a disposizione 164.850 ingressi per il solo 2026, per un totale di circa 497.000 posti nell’intero triennio, ripartiti tra lavoro subordinato, lavoro stagionale, lavoro autonomo e assistenza familiare.
Il Click Day è il momento in cui i datori di lavoro possono trasmettere le domande di Nulla Osta precompilate sul Portale Servizi ALI. Le domande vengono accolte in ordine cronologico di invio fino a esaurimento delle quote disponibili per ciascuna categoria.
No. La Carta Blu UE è una procedura fuori quota: la domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, senza dover attendere il Click Day.
Servono un titolo di istruzione superiore di almeno tre anni (o un’esperienza professionale equivalente), un contratto o un’offerta di lavoro altamente qualificato di almeno sei mesi e una retribuzione conforme ai minimi di legge e di CCNL.
Sì. Chi ha completato un percorso universitario in Italia, o era già presente al compimento della maggiore età, può convertire il proprio permesso di soggiorno per studio in un permesso per lavoro subordinato, generalmente senza dover rientrare nelle quote del Decreto Flussi.
La domanda va presentata online allo Sportello Unico per l’Immigrazione, con una proposta di contratto reale che preveda un orario superiore alle 20 ore settimanali. Il rapporto a tempo pieno può iniziare solo dopo l’autorizzazione alla conversione.
Il datore di lavoro deve iscrivere il lavoratore e versare i contributi previdenziali in Italia, salvo i casi di distacco disciplinati da accordi bilaterali di sicurezza sociale con il Paese di provenienza del lavoratore.
L’ITL verifica, in fase di Nulla Osta, la coerenza del contratto con il CCNL e la capacità economica del datore di lavoro; successivamente, tramite ispezioni, controlla la genuinità del rapporto di lavoro, le comunicazioni obbligatorie e il corretto versamento dei contributi.
L’impiego di lavoratori extra UE privi di un valido titolo di soggiorno per lavoro è reato: la normativa prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato irregolarmente, oltre alle sanzioni contributive.
Sì, ma nel limite di tre domande all’anno per i datori di lavoro privati, salvo le categorie fuori quota e le domande presentate tramite associazioni datoriali.
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